No! No! No! alla centrale a biomasse a Capaccio. È tempo di mobilitarsi!

Non potevamo aspettarci nulla di diverso dal governo presieduto da Renzi e dal PD, che, solo qualche mese fa, ha approvato il Decreto “Sblocca Italia”, che fa del Sud Italia una pattumiera, zeppa di inceneritori, discariche e trivellazioni: puntuale come un cambiale arriva il lasciapassare per la realizzazione dell’impianto a Biomasse a Capaccio.
Del resto, dopo il blocco dell’inceneritore di Salerno e di quello di Napoli, la costruzione di inceneritori piccoli e medi, troppo spesso mascherati da impianti per la produzione di energie rinnovabili, è divenuto l’escamotage trovato per aggirare l’ostacolo e continuare la speculazione sui rifiuti. Infatti, benché si parli di biomasse, non si può tacere il fatto che con un recente Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 vengono definiti quali materiali possono essere conferiti negli impianti a biomasse, e qui troviamo di tutto, tipo rifiuti plastici, rifiuti prodotti dall’estrazione tramite solvente; fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio; scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica; cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo; rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri); pitture e vernici di scarto; limatura e trucioli di materiali plastici; pneumatici fuori uso; plastica; altri materiali isolanti; parte di rifiuti urbani e simili non compostata; parte di rifiuti animali e vegetali non compostata; fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane; plastica e gomma; rfiuti combustibili; altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti.
La situazione sta diventando drammatica!
La realizzazione della centrale a biomasse annichilisce ogni possibile linea di sviluppo del nostro territorio: la realizzazione di una centrale a biomasse nella zona di Sorvella non interessa soltanto gli abitanti della zona ma coinvolge tutto il territorio, sia sotto il profilo ambientale che da un punto di vista economico. Per un verso, infatti i fumi che usciranno dal camino, che sarà alto almeno venti metri, non conoscono confini e si diffonderanno indiscriminitamente su tutto il territorio, portando con sè il proprio carico di inquinanti, contaminando aria, acqua, suolo e catena alimentare. Per altro verso, è evidente l’incompatibilità di un simile impianto con un’economia che voglia basarsi su una agricoltura di qualità e su di un turismo che si vuole sempre più diffuso: si vanificherebbero tutti gli sforzi finora compiuti per valorizzare le produzioni di qualità come la mozzarella o il carciofo e si minerebbe la possibilità di offrire quel “buon vivere” che è spessissimo alla base della scelta del turista. Inoltre, ponendosi nella linea di visuale del borgo medievale di Capaccio vecchia e della Madonna del Granato, la realizzazione dell’impianto sfreggierebbe irrimediabilemente il paesaggio. La realizzazione della centrale a biomasse ci toglie il diritto e la possibilità di vivere in salute!
Siamo convinti che solo un’ampia convergenza di intenti e di pratiche tra le istituzioni, i cittadini e le forze politiche e sociali potrà essere da freno alla realizzazione di questo scempio nel nostro territorio. Facciamo quindi appello a tutti a continuare nella lotta contro la realizzazione dell’impianto ed a non abbassare la guardia.
È finito il tempo delle deleghe in bianco. È finito il tempo delle rassicurazioni ingiustificate, del “ci penso io”. È arrivato quello in cui tutto il popolo capaccese ha il compito di farsi carico del proprio futuro e di quello dei suoi figli! È il tempo in cui ciascuno, a partire dai cittadini, dagli operatori economici, dalla società civile organizzata e dalle istituzioni, si assuma le proprie responsabilità.
Visto il pericoloso rischio per la salute e il territorio, sarebbe più saggio e opportuno assumersi le responsabilità morali e umane da parte di tutti e tutte, pertanto invitiamo le istituzioni e la cittadinanza ad unirsi alla lotta per impedire che la Piana del Sele diventi la nuova Terra dei Fuochi!
I RIFIUTI SI POSSONO RICICLARE, LA PROPRIA COSCIENZA NO!
Il Partito della Rifondazione Comunista appoggia ogni forma di iniziativa utile e necessaria a bloccare lo scempio dell’ennesima struttura legata al trattamento dei rifiuti nella piana del Sele ed auspica l’intervento e l’impegno di tutte le istituzioni, le forze politiche e sociali e di ogni cittadina/o e mette a disposizione delle istituzioni e dei cittadini tutte le proprie energie e le proprie intelligenze, chiamando tutti ad una mobilitazione generale: il popolo di Capaccio e di tutta la piana del Sele ha ora il compito di farsi sentire, senza intermediari.


Ora e sempre Resistenza

25aprile2015

C’è stato un tempo durante il quale abbiamo abbracciato i fucili e messo in fuga l’oppressore che ci guardava dall’alto e sfruttava la nostra terra e le nostre braccia.
Un magico attimo di vigorosa solidarietà partigiana che ci ha educati a capire che la lotta può esser vinta e la libertà è una meta da raggiungere.
Al tempo stesso abbiamo imparato che la Patria non è “insensibile difesa” ma accoglienza, che il tricolore non è oppressione ma è incontro.
La normalità di una famiglia non si confonde nel colore, ma dal calore con il quale stendiamo un letto di fiori e ci stringiamo la mano.
Resistiamo all’ abiezione di ogni fascismo, ovunque esso si nasconda.


Centrale Biomasse a Capaccio: il PRC di Capaccio invia le proprie osservazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il Circolo di Capaccio del Partito della Rifondazione Comunista ha inviato fatto proprie ed inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le osservazioni redatte dall’Ing. Enrile riguardanti l’ecocompatibilità e l’ecosostenibilità dell’Impianto a Biomasse che la società Biocogein vorrebbe realizzare a Capaccio. Di seguito il testo della relazione. Continua a leggere


Sullo sfratto all’Oasi Dunale

Giglio di MareCi sono cose che non ci stancheremo mai di dire. Tipo che il turismo si basa sull’offerta strutturale di un territorio: il turismo si vende nel medesimo luogo in cui si produce: il territorio e l’ambiente sono elementi
strutturali della qualificazione dell’offerta. Il verdetto di qualità e convenienza da parte dell’offerta turistica viene espresso da parte dell’utenza turistica sull’«assemblaggio» e la formazione del prodotto turistico finale inteso come insieme di beni, servizi, valori ed opportunità che si offrono alla fruizione dei turisti. Di conseguenza, è sul piano della formazione del prodotto che deve realizzarsi la più stratta simbiosi tra operatori della sfera pubblica, operatori del mondo imprenditoriale e
cittadini.  Continua a leggere


È tempo di responsabilità e chiarezza

La remissione di ogni decisione sulla travagliata vicenda dell’Impianto a biomasse al Consiglio dei Ministri viene sbandierata dall’Amministrazione Voza come uno straordinario successo. Si sottovaluta il fatto che la remissione al Consiglio dei Ministri era un atto dovuto (previsto dall’art. 14-quater, comma 3, L. n. 241/1990) e che lo stesso Consiglio dei Ministri dovrà rispondere entro 60 giorni dall’invio.  Continua a leggere


Conferenza di Organizzazione

Domenica 8 marzo, alle ore 10.30 presso la sede sita a Capaccio Scalo, Via Enrico De Nicola n. 28 (alle spalle del bar Night & Day), è indetta la conferenza di organizzazione PRC per l’area territoriale Albanella-Capaccio-Agropoli-Cilento.

I documenti della conferenza sono sono scaricabili ai seguenti link:

Documento della Conferenza di Organizzazione

Sintesi


Rifondazione Comunista sollecita l’intervento delle istituzioni contro la realizzazione dell’impianto a biomasse a Capaccio

biomasse_public_notizie_270_470_3Questa mattina, il Segretario Provinciale del PRC Loredana Marino e i Segretari dei Circoli di Capaccio Paestum, Albanella, Agropoli, Battipaglia, Eboli, Serre
hanno protocollato presso i Comuni di Capaccio Paestum, Albanella, Agropoli, Giungano, Roccadaspide, Altavilla Silentina, Serre, Battipaglia ed Eboli una lettera aperta nel quale si richiede l’intervento fattivo dei comuni contro la realizzazione dell’impianto a biomasse a Capaccio Paestum, in località Sorvella.

 

Di seguito il testo della lettera: Continua a leggere


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